Come sono fatti i cosmetici che usiamo

Qualunque donna applicherà al volto tale pasta cosmetica,
avrà la pelle più brillante del suo specchio.

Non esitare ad abbrustolire i pallidi lupini
e nel contempo fa’ cuocere grani di fava gonfiata:
gli uni e gli altri abbiano la medesima misura, sei libbre,
riduci in polvere entrambi con delle mole nere.

Abbi a portata di mano della biacca, schiuma di nitro rosso
e dell’iris proveniente dalla terra illirica¹.

Così recita il “libellum dei Medicamina faciei femineae” di Ovidio. Si tratta di un poema di 100 versi dedicato alla cura femminile, in particolare alle creme, tinture, e cosmesi romana. Questa è una delle più antiche testimonianze (30 a.C.) che abbiamo sui trattamenti estetici della donna.

Nell’opera si narra di alcuni ingredienti che si utilizzavano per la bellezza come olii, cenere di faggio, salnitro, radice di iris e molti altri prodotti naturali ma anche grasso di animale, terra rossa, incenso e miele.

Attraverso gli anni, tuttavia, la ricerca scientifica ha fatto enormi passi nel campo della cosmesi per creare sempre più prodotti particolari e ad alta efficienza, in base alle richieste del pubblico.

Ma anzitutto, cosa significa la parola “cosmetico”?

Secondo il Regolamento sui cosmetici, articolo 2, capo I, i prodotti cosmetici sono “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”⁴.

Il nostro quotidiano utilizzo di cosmetici come dentifricio, deodorante o profumo, ha creato un commercio di ben  500 miliardi di dollari nel 2016 e solo in Italia (eccellenza mondiale nel settore) di 10,5 milioni². A livello mondiale sono stati utilizzati 126.553 prodotti per la cura personale nel 2015.

Immagine
Grafico by Cosmetica Italia

All’interno della ricerca in campo cosmetico bisogna distinguere due concetti fondamentali: performance e formulazione ³.

  • La performance, ovvero la specifica domanda di consumo alla quale la scienza tenta di rispondere. Le caratteristiche variano dalla resistenza al cibo, all’acqua (prodotti waterproof), opacizzanti, foto stabilità -resistenza agli UV-, durata nel tempo (es: 36 mesi), alle variazioni del clima fino al no-transfer sui vestiti. Si parte dalla domanda del pubblico per poter formulare un prodotto chimico altamente soddisfacente.
  • Formulazione: conoscendo i composti chimici di un prodotto, si cerca di innovarli adottando diversi metodi scientifici. Basti pensare all’utilizzo di creme coprenti, fondotinta in polvere. La progettazione si basa sulla scelta degli emulsionanti (modificatori reologici) e sostanze liquide, ma è tutto basato principalmente dal costo che potrebbe richiedere il cosmetico. Ovviamente richiede una elevata conoscenza della chimica e soprattutto della chimica fisica, dello studio termodinamico delle reazioni e dell’energia superficiale dei pigmenti.

Quali sono le sostanze utilizzate per la produzione di un cosmetico?

Nella legge 1223/2009 sono ampliamente descritti, negli allegati II e III, le sostanze vietate nei prodotti cosmetici, invece nell’allegato IV V e VI sono nominati i coloranti, i conservanti e i filtri UV autorizzati solo in determinati limiti.

Ad ogni modo, sull’imballaggio è necessario “indicare gli ingredienti impiegati nei prodotti cosmetici. Ove non sia possibile per ragioni pratiche indicare gli ingredienti sull’imballaggio, le relative indicazioni dovrebbero essere allegate, di modo che il consumatore disponga di tali informazioni” ⁴.

 Le sostanze utilizzate possono variare in base ovviamente al tipo di prodotto ma anche in base alla formulazione. Nella maggior parte dei casi si inseriscono ingredienti che sono sintetici e soprattutto, non molto sostenibili. Ad esempio:

  • Paraffinum liquidum, cancerogeno, oleoso, svolge un’attività antimicrobica
  • Cyclopentasiloxane, Dimeticone e altri derivati del silicone, capacità di resistenza alle alte temperature e resistenza all’acqua (sigillanti)
  • PEG / PPG, derivati del petrolio, idrocarburi saturi
  • Poliquaternium 80, è un altro tipo di silicone – polidimetilsiloxano quaternario-
P_20170729_175844
Prodotto da supermercato e INCI

Negli ultimi anni si sono invece introdotti i cosmetici naturali e i cosmetici eco-biologici. In poche parole, i primi contengono percentuali di prodotto ricavato esclusivamente da prodotti naturali, anche se la maggior parte contengono comunque conservanti che hanno poco a che fare con l’ambiente. Il prodotto biologico, invece, è di per sé riconosciuto da uno specifico certificato di qualità ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambiente) ⁵, accreditato a livello internazionale. Un altro riconoscimento è quello biologico, il quale attesta l’ingrediente come cresciuto in un agricoltura biologica senza pesticidi, che rispetta obbligatoriamente la legge Reg. CE 834/2007 come per i prodotti agricoli. Sono prodotti privi di sostanze chimiche dannose per l’uomo, gli animali e per l’ambiente. Il prodotto è salubre e sicuro, ed è inserito in flaconi ecologici (sostenibili).

Cosa significa prodotto ecosostenibile?

Ciò che fa la differenza è l’utilizzo di conservanti: molto spesso si pensa che un prodotto eco-bio non abbia la stessa efficienza di uno “normale”, che il più delle volte risulta costoso anche per via del marchio famoso. Il cosmetico di origine vegetale contiene i conservanti, naturali, che agiscono contro la proliferazione dei batteri (è stabilito dalla legge per tutti i prodotti).  Lo scetticismo del pubblico potrebbe portare a credere che questi tipi di belletti hanno una durata inferiore rispetto agli altri. Sempre secondo la 1223/2009 un prodotto ha la sua data di scadenza, e una volta aperto può essere utilizzato entro i limiti indicati nel suo apposito contenitore.  Quindi naturale o no andrebbe consumato entro un termine specifico, solitamente un anno perché poi si perde in termini di qualità ma soprattutto si crea un buon habitat per agenti patogeni come Escherichia Coli, Staphylococcus aureus ed altri batteri coliformi. In ogni caso è sempre utile non acquistare enormi flaconi  di cosmetico specie per i trucchi, se si sa che quotidianamente se ne usa meno di qualche mL (esempio:matite, ombretti, tinte labbra). Tra i conservanti naturali troviamo ⁶:

  • Acido Benzoico, suoi sali ed esteri, presente nella frutta e specialmente nei mirtilli rossi e in alcune piante e resine. E’ in grado di bloccare il metabolismo di batteri e lieviti nelle bevande analcoliche aromatizzate, alcoliche e nelle confetture per valori di pH minori di 3.6. Se invece il pH della formulazione è inferiore a 5.5 può essere utilizzato anche come conservante nei cosmetici
  • Alcool benzilico, in particolare è il componente di alcuni oli essenziali, come gelsomino, neroli, violetta, ylang-ylang. Viene utilizzato in ambito cosmetico e farmaceutico come componente delle fragranze, solvente e conservante. Svolge una buona attività antimicrobica nei confronti di batteri gram positivi, scarsa nei confronti di gram negativi, lieviti e funghi.
  • Acido deidroacetico e suoi sali, acido dell’uva. Si presenta sotto forma di polvere bianca cristallina, leggermente solubile in acqua e priva di odore. La sua concentrazione massima consentita per l’uso di cosmetici è dello 0,6%, espressa come acido.
  • Acido propionico e suoi sali, sottoprodotto dell’acido acetico. Può essere ottenuto dalla fermentazione degli zuccheri. I suoi derivati, gli esteri, vengono utilizzati nell’industria alimentare e cosmetici per il gradevole profumo che li caratterizza. Sono per lo più impiegati per la conservazione di pane e pasta fresche e in generale nei prodotti da forno.
  • Acido salicilico e suoi sali, è un acido carbossilico incolore cristallino. è un noto agente esfoliante utilizzato in cosmesi per preparare scrub o peeling chimici . Oltre alle proprietà cheratolitiche e leviganti, la sostanza penetra rapidamente nelle lesioni infiammate senza peraltro provocare irritazioni.
  • Acido sorbico e suoi sali, si presenta come un solido bianco inodore, leggermente solubile in acqua. Viene impiegato come conservante in lozioni, creme, prodotti per capelli e deodoranti.
  • Ethyl Lauroyl Arginate HCl, è consentito utilizzarne solo lo 0,4% nei cosmetici ed è proibita per rossetti e prodotti orali. E’ un emolliente.

Prodotti sostenibili, quali usare?

Naturalmente, è opportuno che un prodotto abbia come primo requisito la messa in sicurezza e rispetti le normative europee (Re. Ce 1223/2009). Il produttore deve inoltre fornire informazioni sugli ingredienti inseriti e i documenti relativi alla valutazione della sicurezza.

Il cosmetico naturale, nonostante abbia varie certificazioni europee, non è necessariamente un prodotto sicuro o migliore di altri. Molto spesso i marchi più famosi giocano sul packaging di un make-up, crema viso o olio corpo scrivendo a caratteri cubitali parole come “bio”,”natura”,”eco” es ingannando il consumatore poco informato su INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e sostanze dannose ⁷. Nel 2014 Bill Statham scrisse “Cosmetici sicuri? Cosa c’è davvero dentro shampoo, dentifrici, saponi, trucchi, creme solari..“, un guida utile per individuare con semplicità i componenti pericolosi e quelli innocui, per una spesa più consapevole.

Esistono inoltre molti siti e varie applicazioni che consentono di conoscere gli ingredienti dei prodotti utilizzati, anche prestando attenzione agli allergizzanti. Tra questi si vuole citare Biodizionario, un sito web che indica i principali ingredienti che si possono trovare nei cosmetici e da indicazioni rispetto alle loro caratteristiche chimiche.

Immaginedf
Schermata del sito Biodizionario inerente agli INCI di un cosmetico

Un altro sito simile è Saicosatispalmi, nel quale è possibile, nella sezione forum, visualizzare l’elenco di molti prodotti relativo alle singole marche. Infine Biotiful è un‘applicazione relativa all’archiviazione dei prodotti naturali. Attraverso il codice QR è possibile ricercare un prodotto e ricevere notizie sulle sue certificazioni ecologiche.

Come si è visto è possibile informarsi sui prodotti che acquistiamo, per avere una totale consapevolezza della quantità e qualità degli ingredienti che si trovano nei cosmetici. Tutto questo ci dà lucidazioni sul nostro impatto ambientale quotidiano. Non tutta la comunità scientifica è d’accordo sulla pericolosità dei prodotti industriali contenenti conservanti poco naturali, ma una cosa è certa: una volta immessi nell’ambiente, sarà difficile stabilirne il tempo di decadimento.

Sara Biancardi
In collaborazione con EnvironMental

Bibliografia e link utili:

  1. Ovidio, Medicamina faciei femineae
  2. https://www.cosmeticaitalia.it/documenti/a_centrostudi/beauty_report/BR_2016_sintesi.pdf
  3. Evento Horizon Chem, 2017, Università degli Studi di Milano-Bicocca
  4. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX%3A32009R1223
  5. http://www.icea.info/it/perche-bio/cosmesi-e-detergenza
  6. Chimichiamo.org
  7. https://www.altroconsumo.it/salute/cura-della-persona/news/cosmetici-biologici-naturali-foto-gallery

Approfondimenti:

Vi piace biomaterra?
Seguici sulla nostra pagina Facebook per rimanere sempre aggiornato!
Seguici su Instagram per guardare le nostre fotografia e usa l’hastag #biomaterra per comparire nella nostra galleria!

0 thoughts on “Come sono fatti i cosmetici che usiamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.