Innovazione, interdisciplinarietà e internazionalizzazione: il futuro delle professioni del mare

La conferenza di giovedì 10 maggio si può racchiudere in questo modo: innovazione, interdisciplinarietà e internazionalizzazione. Tre parole fondamentali per il lavoro in ambito marino

Arriva la prima edizione del Festival del Mare, organizzato dall’Università di Genova. Tre giornate, dal 10 al 12 maggio 2018, interamente dedicate alla divulgazione scientifica ma sopratutto alle future professioni  del mare.

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Il festival ha come obiettivo quello di rafforzare il legame culturale e lavorativo fra i cittadini di Genova e il suo mare. Durante la tavola rotonda d’apertura, tenutasi alle 10.00 nel Salone Blu dell’Acquario di Genova, si è parlato molto delle professioni del mare. Ed è proprio dall’università ligure che si deve partire: grazie ai professori e corsi di studio, si permette di lavorare in settori molto ricercati, quali l’ingegneria navale e nautica, che da sempre a Genova e nelle sedi succursali sono presenti. A tal proposito sono infatti intervenuti i professori di ingegneria navale e civile Massimo Figari e Giorgo Roth, sottolineando i motivi principali che spingono i ragazzi a partecipare ai loro corsi. Negli ultimi anni, sta sempre più crescendo l’esigenza di utilizzare materiale sostenibile per il commercio navale, ed è proprio questa la novità della quale tutte le facoltà universitarie devono far leva.

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Anche discipline come l’economia marittima sono di fondamentale importanza. Attraverso lo studio del diritto internazionale è possibile instaurare i rapporti con gli altri paesi del Mediterraneo. Con le nuove tecnologie è possibile creare ulteriori impianti di sicurezza per la navigazione ma anche nel campo dei trasporti e della logistica. Come spiegato dalla professoressa Anna Sciomachen, l’Università di Genova prepara figure professionali e specialistiche del settore.

Come ultimo ma non meno importante, il ruolo del biologo marino è indispensabile per conoscere la biodiversità che popola l’ambiente marino. A tal proposito è intervenuto il professore Giorgio Bavestrello, presidente del corso di Scienze Marine all’Università di Genova, per informare il pubblico sui problemi dell’inquinamento che minacciano le acque.

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il mestiere del biologo marino, spiegato dal professore Antonio di Natale

Al Festival, tuttavia, non mancheranno gli incontri dedicati alle tematiche ambientali: durante i tre giorni, tra il Porto Antico e la Darsena ci saranno mostre, workshop e laboratori didattici sia per adulti che per le scuole superiori. Tra questi eventi anche concerti e rassegne cinematografiche per far conoscere le bellezze del mare e le varie professioni che lo attorniano.

In conclusione, a fine mattinata sono state sottolineate le tre parole ampiamente discusse durante la conferenza: innovazione, interdisciplinarietà e internazionalizzazione.

Innovazione dovuta alle nuove esigenze che l’ambiente marino richiede, dovuto all’inquinamento delle risorse e quindi la spinta verso le energie rinnovabili. Interdisciplinarietà in quanto le figure professionali ormai ricercate hanno bisogno di essere trasversali. Il nuovo corso di scienze ambientali, prepara infatti scienziati con un approccio mirato alla conoscenza di materie che toccano tutti gli ambiti del mare, dalla biologia alla geologia, dalla chimica alla fisica. Internazionalizzazione, infine, poiché l’intero bacino Mediterraneo è ricco di diverse culture. Oltre alla conoscenza linguistica degli altri paesi, è fondamentale anche la cooperazione tra essi per una salvaguardia più adeguata.

Foto e testo di Sara Biancardi

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Approfondimenti:

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