La mia famiglia e altri animali – Gerald Durrell

Titolo: La mia famiglia e altri animali

Autore: Gerald Durrell

Casa editrice: Adelphi Edizioni

Il libro “La mia famiglia e altri animali” è stato vissuto, ideato e scritto dalla mente e dalla mano di Gerald Durrell, uno dei più rinomati zoologi del Novecento (1925 – 1995) oltre che fondatore del Jersey Zoological Park, del Jersey Wildlife Preservation Park ed autore di innumerevoli testi caratterizzati da una scrittura scorrevole e, talvolta, quasi fiabesca.

Ingrandimento La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell
La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell.

“La mia Famiglia e altri animali” narra le vicende che il giovanissimo Gerald Durrell e la sua famiglia hanno vissuto durante i loro cinque anni di permanenza sull’isola di Corfù. Attraverso lo stupore che solo il modo di vedere il mondo da parte di un bambino può regalare, viene descritta una realtà di altri tempi in cui animali, famigliari e personaggi tanto stravaganti quanto interessanti hanno avuto il proprio ruolo nel formare Durrell e di garantire ottimo materiale per il romanzo.

Insieme all’autore si passeggia tra gli ulivi e i bassi arbusti della macchia mediterranea andando alla ricerca di tartarughe, gazze ladre e lucciole; si scoprono piccoli mondi attraverso gli incontri con i caratteristici isolani e le avventurose fughe su imbarcazioni verso isole paradisiache abitate solo da fauna selvatica (in particolar modo quella marina).

Un’isola, una realtà, un mondo talmente affascinante e ammagliante da sembrare essere immerso in una perenne estate. Questa però è Corfù descritta nella prima metà del Novecento. Rimane da domandarsi: come è ora? Come si è trasformata? Quanto della bellezza naturalistica descritta da Durrell è andata perduta? E quanto di tutto questo vale anche per il resto del pianeta Terra?

Domande a cui lo stesso Gerald Durrell aveva trovato una personale risposta e che lo avevano condotto a spendere la propria vita per studiare, salvaguardare e dare voce a quel magico mondo che non ha parole.

Foto di Sara Biancardi

Testo di Emmanuele Occhipinti

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