L’isola Bella del Lago Maggiore

L’isola Bella del Lago Maggiore è il simbolo del turismo piemontese. Dal gusto raffinato e barocco, è una delle mete più apprezzate del lago

Le isole Borromee rappresentano il simbolo turistico del Lago Maggiore. Nominate come uno dei luoghi più belli d’Italia, sono un gioiello pittoresco che il mondo ci invidia e che ogni anno accoglie oltre 700.000 visitatori. Se siete delle zone di Milano, di Varese o del Piemonte, sicuramente saprete di che cosa stiamo parlando.

“Spesso la sorpresa viene suscitata nell’anima perché questa non riesce a conciliare ciò che vede con ciò che ha visto. In Italia c’è un grande lago, che viene chiamato Lago Maggiore: è un piccolo mare, le cui rive sono interamente selvagge. In mezzo al lago, a quindici miglia dalla riva, ci sono due isole di un quarto di lega di circonferenza, dette “Borromee”, che sono, a mio parere, il luogo più incantevole del mondo. L’anima è sorpresa da questo contrasto romanzesco, rievocando con diletto i prodigi dei romanzi, nei quali dopo aver superato rocce e paesi aridi, ci si ritrova in luoghi fatati.”
(Montesquieu)

Dalla stazione di Milano Centrale o Milano Porta Garibaldi è possibile prendere il treno in direzione Domodossola o Arona per giungere sino alla città di Stresa. Per arrivare poi alle isole Borromee è necessario recarsi alla navigazione del Lago Maggiore, la rete pubblica navale per arrivare in tutte le parti del bacino. In questo articolo, vi racconteremo l’isola Bella e l’isola dei Pescatori. Iniziamo col dirvi fin da subito il costo dei biglietti di battello per ciascuno: optate per il biglietto giornaliero che vi permette di poter viaggiare Stresa – Isola Bella – Isola Superiore e ritorno. Il costo è di 19,20 € ma, siccome il contributo di sbarco delle due isole è soggetto all’imposta di 2 €, il totale è di 21,20 €.

Arrivati all’isola Bella, visitiamo il palazzo Borromeo. Il biglietto per l’ingresso alla villa e la visita ai giardini costa 16 € (guarda il sito). L’Isola Bella appartiene alla nota famiglia Borromeo che ancora ne possiede la proprietà, a circa 400 metri al largo di Stresa (circa 10 minuti di navigazione con il battello). Con i suoi 320 metri di lunghezza e 180 di larghezza, occupa quasi tutto l’intero isolotto.

Il palazzo Borromeo

I signori Borromeo erano proprietari dell’Isola già nel 1501. Dal primo ventennio del Seicento con Giulio Cesare III e Carlo III, si da vita al grandioso progetto che porterà alla creazione del palazzo e del giardino, ultimati da Vitaliano VI. I lavori si protrassero fino al 1948, quando Vitaliano IX Borromeo fece costruire il salone nuovo, la facciata settentrionale e il grande molo.

Sviluppato su due piani, il Palazzo Borromeo conserva tutt’ora un gusto barocco: le sale interne sono addobbate di arazzi fiamminghi. Essi appartengono al secolo cinquecentesco e raffigurano scene di animali in lotta tra il Bene e il Male. Tutto è comunque arredato secondo la moda del tempo. Alcune sono completamente riempite di quadri, acquistati dai Borromeo nei vari secoli. Molto suggestiva è la parte sotterranea, costituita da grotte artificiali con le pareti incrostate di conchiglie, decorate da ninfe e specchi di marmo nero.

I giardini del Palazzo Borromeo

Ma la parte più affascinante dell’isola Bella, subito osservabile fin dal battello rimane il parco. Dieci terrazze sovrapposte a piramide mozza, abbellita da statue, fiori tra cui le magnolie e le camelie, gli agrumi e arbusti rari. La parte alta del giardino è chiamata anfiteatro, proprio perchè in questo luogo si tenevano delle rappresentazioni. È articolato in tre esedre riempite da numerose statue. Salendo le scale per la terrazza al di sopra, si può godere della vista del Lago Maggiore e di tutto il Palazzo Borromeo.

In questa parte dell’Isola Bella, siamo totalmente immersi nella natura. Tra la vegetazione troviamo molte piante aromatiche e agrumi, da cui si ricavano i saponi e profumatori delle Isole Borromee.

Come possiamo vedere dalle foto, l’Isola Bella è uno dei luoghi più incantevoli del Lago Maggiore. Con il suo stile barocco conservato negli anni, rimane uno dei gioielli italiani degni di tutela e di nota.

Testo e foto di Sara Biancardi

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