Le bugie degli ambientalisti – Gaspari e Cascioli

TITOLO: LE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI

AUTORE: ANTONIO GASPARI, RICCARDO CASCIOLI

CASA EDITRICE: PIEMME, 2004

Le risorse stanno finendo, le specie si estinguono, il mondo è troppo piccolo per i nostri consumi e siamo troppi sulla Terra. Sono queste le grida d’allarme lanciate dagli ambientalisti, descritte ne “Le bugie degli ambientalisti”. Il libro, di Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli,evidenzia dati e numeri diffusi dai movimenti ambientalisti, ponendo l’attenzione su tutti quelli possono essere smentiti.

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Tra i temi toccati ci sono, ad esempio, gli organismi geneticamente modificati (OGM). Su questo argomento, le affermazioni dettate dagli ambientalisti si confutano facilmente: grazie alla scienza e alla tecnologia, sono stati messi a punto nuovi metodi per la produzione alimentare. La richiesta di cibo aumenta spropositatamente, ma ciò non giustifica i costrittivi programmi per la riduzione della popolazione (es: Agenda 21).

Altri argomenti sono poi le specie animali estinte, il riscaldamento globale e le fondazioni ambientaliste. Tra quest’ultime, nel mirino degli auturi c’è Greenpeace WWF (ricordiamo che Greenpeace ad oggi è la più grande multinazionale al mondo). Altro non sono che “attivisti politici che si servono della retorica ambientalista per promuovere iniziative che hanno molto più a che fare con la lotta di classe e con l’anti-globalizzazione che con l’ecologia e la scienza”. Kalle Hestvedt, portavoce di Greenpeace, ha detto al quotidiano norvegese Verdens Gang: “La verità è che molte questioni ambientali per le quali ci siamo battuti negli ultimi dieci anni sono ormai risolte. Nonostante ciò, la strategia continua a basarsi sul presupposto che tutto sta andando in malora”. All’interno di questo libro, si approfondisce quindi il ruolo di alcune multinazionali, che poco pensano ai veri disastri naturali.

Altre questioni trattate sono, poi, il ritorno ai boschi e il legame, ormai invisibile, uomo-natura. Spesso, gli ambientalisti tendono a demonizzare qualsiasi tipo di sviluppo industriale, proprio perché in contrasto con le leggi dell’ecologia. Si cerca di tornare al passato, ma non è forse con le conoscenze presenti, la moderna tecnologia avanzata, che si può attuare la salvaguardia della natura?

Testo e foto di Sara Biancardi

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