Alla scoperta della leggendaria renna

Informazioni e curiosità tra dati scientifici, tassonomia e leggende sulla renna, l’amato aiutante dei popoli artici e… di Babbo Natale

In che regioni vive la renna? È un animale erbivoro o onnivoro? Renna e caribù sono la stessa specie? Perché è proprio lei a trainare la slitta di Babbo Natale? Vi invitiamo a scoprire insieme a noi la biologia e la storia letteraria che avvolge nel mistero questo animale, vero e proprio simbolo del Natale.

Biologia e tassonomia della Renna

Il nome scientifico della renna (dal norreno “hrein”, ovvero “cervo”) è Rangifer tarandus ed è stato scelto da Linneo nel 1758. Con questo stesso nome si indicano anche le quattordici sottospecie di renna, tra cui la renna propriamente detta (Rangifer tarandus tarandus) e il caribù (Rangifer tarandus caribou), ovvero la specie selvatica che vive nella tundra nordamericana.

La peculiarità di questo mammifero risiede nel fatto che si tratta dell’unico appartenente alla famiglia Cervidae che presenta i palchi sia negli esemplari maschi che nelle femmine. Queste strutture ramificate cominciano a spuntare già a quindici giorni dalla nascita. Le corna vere e proprie dei maschi adulti compaiono in primavera e si presentano ricoperte da uno strato di pelle altamente vascolarizzato, il velluto, che si ritiene funga da regolatore termico nei mesi estivi. Il velluto cadrà in concomitanza della stagione degli amori (tra agosto e settembre), mentre le corna cadranno a novembre e rispunteranno la primavera successiva.

Paesaggio invernale con renna.

Questo ciclo richiede un elevato apporto di minerali all’organismo delle renne e ciò è favorito da un tipo di alimentazione esclusivamente erbivora. Esse, infatti, si nutrono in primavera di funghi, foglie graminacee, bacche, prediligendo le erbe aromatiche in estate e, quando la neve lo permette, i licheni in inverno. In particolare vanno ghiotte per i licheni appartamenti alla specie “Cladonia delle renne” (Cladonia rangiferina), molto diffusa in Scandinavia. Inoltre possiedono uno stomaco a quattro camere tipico dei ruminanti.

Attualmente si contano nel mondo circa tre milioni di esemplari di Rangifer tarandus, distribuiti su un areale geografico vastissimo che va dall’Alaska alla Cina, passando per la Groenlandia e la Scandinavia (comprendente principalmente le zone artiche e subartiche del pianeta). E’ proprio in Lapponia – la terra di Babbo Natale – dove le renne costituiscono una risorsa estremamente indispensabile per la sopravvivenza delle popolazioni locali poiché esse traggono da questo mammifero tutto il necessario per vivere. Infatti, nonostante sia un animale nomade e semiselvatico, se addomesticata la renna può essere utilizzata come animale da tiro per le slitte. Non a caso questo splendido Cervide è entrato nell’immaginario collettivo come colui che trasporta la slitta di Santa Claus la notte di Natale.

Renna al pascolo.

La renna nella letteratura contemporanea

Se fin da bambini associamo l’immagine della renna alla slitta di Babbo Natale, il merito è sicuramente della prosa e della poesia contemporanea per ragazzi. Secondo la tradizione, a trasportare la slitta di Babbo Natale sono nove renne. Le prime otto, i cui nomi (Prancer, Vixen, Dixen, Donner, Dasher, Cupid, Dazzle e Comet) evocano una caratteristica peculiare di ciascuno, sono frutto dell’immaginazione del poeta C. C. Moore. L’artista le ha descritte in una sua poesia del 1823 intitolata “visit from St.Nicholas”.

Particolare di un esemplare di renna.

L’arrivo di Rudolph

A queste prime otto renne si aggiunse, circa un secolo più tardi, la famosa Rudolph, protagonista di un racconto del 1939 di Robert L.May. Rudolph, con il suo buffo naso rosso, è forse la renna più conosciuta tra gli aiutanti di Santa Claus. In tempi recenti anche la Disney ha voluto rendere omaggio a questi splendidi cervidi: come non citare, infatti, la simpatica renna Sven, del lungometraggio “Frozen – Il regno di ghiaccio” (2013).

Infine, ecco un assaggio in lingua originale della poesia di Moore:

When, what to my wondering eyes should appear,

but a miniature sleigh, and eight tiny reindeer,

with a little old driver, so lively and quick,

I knew in a moment it must be St.Nick.

More rapid than eagles his coursers they came,

And he whistled, and shouted and called them by name; “Now, Dasher! Now, Dancer! now, Prancen and Vixen! On, Comet! On, Cupid! On, Donden and Blitzen!

To the top of the porch! To the top of the wall! Now dash away! dash away! dash away all!”

(Da “A visit from St.Nicholas”; in grassetto i nomi originali delle renne, a cui si aggiungerà in seguito la renna Rudolph).

 

Gloria Scisciani

Riferimenti bibliografici:

Pictures downloaded via Pixbay

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