Abete tra tradizione, letteratura e botanica

Curiosità, elementi tassonomici e tradizioni cristiane legate all’abete, pianta unica nel suo genere per bellezza, resistenza e storia

Sapevate che l’usanza di decorare un albero a Natale nasce da un’intuizione di un santo inglese? O che esistono diverse varianti di abete? Il mondo naturale è pieno di storie, curiosità e meraviglie che non sono segrete o nascoste ma sono per tutti, proprio come la relazione con l’abete e il periodo natalizio. Basta saper vedere queste meraviglie.

Botanica e tassonomia dell’abete

Il tradizionale albero natalizio è il tipico abete rosso (Picea abiens). Questa pianta è chiamata anche “peccio” ed è una conifera appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Si presenta come un albero dal tronco slanciato, una forma piramidale e un’altezza massima di 50 metri. Le caratteristiche morfologiche sono frutto dell’adattamento evolutivo e gli consentono di resistere a temperature estreme. Non a caso è molto diffuso nelle regioni nordiche del Vecchio Continente. Anche Italia se ne possono incontrare numerosi esemplari, specialmente in regioni come il Trentino-Alto Adige.

L’abete rosso possiede foglie aghiformi e coni cilindrici: la forma delle foglie è fondamentale per poter affrontare tenacemente il freddo e, in generale, non avere necessità eccessive di acqua. Queste peculiarità fanno sì che si adatti bene alla maggior parte dei tipi di terreni.

La corteccia di questa conifera si rivela, al tatto, molto viscosa per via di una sostanza resinosa da cui si estrae la propoli (dopo la lavorazione da parte delle api). Questa particolare resina viene utilizzata dalle api per costruire le celle degli alveari, mentre per l’uomo rappresenta un efficace rimedio naturale contro il mal di gola, grazie alla sua azione anti infiammatoria.

Esistono, in natura, diverse altre specie di Picea, come la Picea orientalis, Picea omorika (o serba), Picea rosa, Picea pungens (o abete argentato) e Picea breweriana. Bisogna fare attenzione perché l’abete rosso viene spesso accostato ad un’altra specie simile con cui è facile confondersi, ovvero l’abete bianco (Abies alba). I due, tuttavia, si distinguono per colore della corteccia, forma degli aghi e portamento dei rami.

Sia l’abete bianco che l’abete rosso sono due sempreverdi (cioè non perdono il vestito fogliare durante la stagione fredda) estremamente longevi. Anche se spetta al peccio il primato di albero più antico al mondo: nel 2004, infatti, è stato rinvenuto in Svezia un esemplare di P. abiens la cui datazione al carbonio ne ha rivelato l’età di ben 9.560 anni. Ad una tale celebrità è stato dato il simpatico nome di “Old Tjikko”. Il nome venne dato in onore del cane del geologo, nonché scopritore, Leif Kullman.

L’abete rosso a Natale: origini della tradizione e cenni letterari

L’avvento del Cristianesimo ha portato alla nascita di numerose tradizioni ed usanze che sono entrate a far parte della moderna cultura occidentale. Però, verificando la loro effettiva origine, esse derivano da ancestrali riti nordici pagani.

È il caso dell’abete natalizio, divenuto simbolo del Natale grazie a San Bonifacio, missionario e vescovo britannico che evangelizzó i territori della moderna Germania nel VIII secolo. Secondo la tradizione, Bonifacio, durante uno dei suoi viaggi, giunse alla Vigilia di Natale in un villaggio della Bassa Sassonia dove un bambino stava per essere sacrificato a Thor, il dio nordico del tuono, nei pressi di una quercia detta “Quercia del tuono”. Si narra che il santo, inorridito da tale pratica all’atto del sacrificio rituale, sollevò il suo bastone vescovile a forma di croce che riuscì miracolosamente a spezzare il possente martello del boia.

In seguito, dopo aver abbattuto la quercia con un’ascia (il legno dell’albero servirà successivamente ad edificare una chiesa dedicata a S.Pietro), indicò un piccolo abete che sorgeva vicino ed esortò tutti gli abitanti del villaggio ad adornare le proprie case con un tale albero e a scambiarsi doni invece che sacrifici.

Cenni di questo racconto si trovano anche in epoca contemporanea nell’opera di H.V.Dyke, “The First Christmas tree” (1897). Insomma, se grazie a S.Nicola i bambini ricevevano doni la notte Santa (da cui la leggenda di Santa Claus, derivazione di San Niklaus) e se a San Francesco si attribuisce il primo presepe della storia cristiana, è grazie a S.Bonifacio se a Natale ci scambiamo regali sotto un abete.

Gloria Scisciani

Riferimenti:

Https://www.giardinaggio.net/giardino/alberi/abete-rosso.asp

Https://www.ecovicentino.it/in-evidenza/abeti-bianchi-abeti-rossi-quali-differenze/

Https://www.vanillamagazine.it/old-tjikko-l-albero-piú-antico-al-mondo-ha-9550-anni-e-si-trova-in-Svezia/amp

Https://www.aciprensa.com/noticias/thor-san-bonifacio-y-el-origen-del-arbol-de-navidad-60074

Pictures downloaded via Pixabay

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