Il pericoloso massacro degli squali

Gli squali, perfetti predatori adattati ai delicati equilibri dell’ambiente marino, oggi rischiano l’estinzione portando al collasso l’ecosistema marino

Comparsi sul nostro pianeta ancor prima dei dinosauri, gli squali, oggi rischiano di scomparire a causa della pesca, del degrado degli habitat marini e dei cambiamenti climatici. Questo porterà, senza che ce ne accorgeremmo, al collasso dell’intero ecosistema marino. Oggi diverse associazioni e diverse figure di esperti, si stanno muovendo per far capire l’importanza di questi animali.

Gli squali e il loro ruolo nell’ecosistema (copyright Caters News Agency).

Il loro importante ruolo nell’ecosistema marino

Gli squali occupano la terra da circa 400 milioni di anni. Si tratta di predatori che si sono perfettamente adattati ai delicati equilibri del complesso ecosistema marino. Hanno un ruolo importantissimo, essendo tra le specie che garantiscono la stabilità di tutto l’ecosistema ed occupando un ruolo ai vertici della catena alimentare. Questo significa che gli squali, al pari di molti altri predatori marini e terrestri, limitano la crescita del numero di altre specie, mantenendo così un equilibrio fra le diverse forme di vita.

Una delle minacce per gli squali (copyright Fiona Ayerst).

Le principali minacce

Sopravvissuti per tutto questo tempo, oggi gli squali sono tra le specie più minacciate, soprattutto a causa della pesca intensiva, il degrado degli habitat marini e i cambiamenti climatici. Ogni anno nel mondo, vengono uccisi circa 100 milioni di esemplari di squali (una stima per difetto, dato che gli esemplari uccisi potrebbero essere molti di più), una vera e propria minaccia per la sopravvivenza a lungo termine di qualsiasi specie, ma in particolare per gli squali dati i loro tempi di riproduzione e crescita piuttosto lunghi.

Secondo le ultime stime della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), su 1041 specie conosciute sino ad oggi sarebbero 249 quelle destinate a scomparire. Questo massacro in parte è dovuto alla pesca accidentale come per esempio le pratiche del by catch, che porta ogni anno alla pesca indiscriminata di molte specie di squali o razze, molto praticato anche nel nostro Mediterraneo e la long-line un sistema di palamiti che porta alla cattura di moltissimi esemplari di squali.

Finning (copyright Jeffrey Rotman).

Il finning

La causa primaria, però, rimane la pratica illegale del finningovvero la barbara rimozione delle pinne dorsali e pettorali. Pratica aumentata enormemente dagli anni ‘90 ad oggi, per rispondere alla crescente richiesta di zuppa di pinne di squalo, considerato un piatto prelibato in moltissime zone dell’Asia (soprattutto in Cina e in Vietnam).

Un piatto di zuppa di pinne di squalo, in questi paesi, può arrivare persino a costare 60/70 euro. Le carcasse degli squali, private delle pinne molto spesso vengono rigettate in mare in modo che il pescatore, una volta rientrato in porto, possa non dichiararne la cattura e quindi non superare le quote di pesca consentite.

La ricerca e gli studi degli squali possono aiutare a salvaguardarli (copyright Juan Oliphant).

Cosa si fa al riguardo?

Sono molte le associazioni e le figure che si stanno muovendo per proteggere questi animali e che si battono ogni giorno per spiegare al mondo che gli squali non sono i “mostri” che tutti siamo portati a credere. Proteggere questi animali vuol dire anche tutelare e proteggere la stabilità di un intero ecosistema.

L’uomo da tempo, sta distruggendo tutti gli equilibri che lo hanno fatto sopravvivere fino ad oggi e che hanno creato ciò che oggi ci circonda. L’estinzione degli squali potrebbe innescare contraccolpi a valanga di cui ignoriamo (o meglio, vogliamo ignorare) gli effetti. Una cosa è certa, le specie che ne soffrirebbero sarebbero molte, compreso l’uomo (infatti, alcune zone costiere di paesi come l’Africa, l’India e lo Sri Lanka, hanno come pressoché unica fonte di proteine proprio la carne di squalo).

Quindi ora, se ci fermassimo un momento e provassimo ad immaginare un mare, un oceano, un intero ecosistema senza squali forse ci accorgeremmo di quanto questo scenario, privo di minacce, appaia solo più inquietante.

Cristiano Musso

Fonti e riferimenti:

  • IL GIORNALE DEI MARINAI: “Uccisi ogni anno 100 milioni di squali”;
  • THE MARSICAN BEAR: “Tonni e squali sempre più a rischio, continua impunita la pratica del finning”;
  • ECOLOGIAE: “Finning, il massacro degli squali con la barbara tecnica dello spinnamento”;
  • CITTA’ DELLA SCIENZA: “Jaws. 73 milioni di squali uccisi ogni anno per la zuppa di pinne”;
  • NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA: “Mai più pinne di squalo”
  • WWF ITALY: “Squalo” e “Tonni e squali sempre più a rischio”.
  • IMMAGINE DI COPERTINA: Fotografia di Peri Paleracio.

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