Le scoperte scientifiche stravolgenti del 2019

Scoperte scientifiche del 2019: tiriamo le somme per vedere cosa è stato fatto in campo scientifico.

1 Il collage del buco nero

Tra le scoperte scientifiche più strabilianti sicuramente la foto che ha fatto più scalpore (e meme su internet). La prima foto del buco nero: la prima prova visibile dell’esistenza di un corpo del genere. Ottenuta dall’Event Horizon Telescoper Consortium (Ehtc), ha lasciato senza fiato scienziati ma anche appassionati.

L’immagine che vediamo non è una singola fotografia del buco nero ma l’insieme di milioni di gigabite tramessi dal telescopio. Un’infinità di dati raccolti e assemblati come un gioco di società. Tutti dati per ottenere l’immagine del buco nero M87, al centro della galassia Messier 87. Circa 55 milioni di anni luce dal nostro Pianeta e con una massa 7 miliardi di volte maggiore rispetto a quella del Sole. Una scoperta incredibile e affascinante!

foto del buco nero

2 Ridefinizione del chilogrammo

Il 20 maggio 2019 le unità fondamentali sono cambiate per sempre: Enrico Massa, ricercatore dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim) spiega come oggi è stato possibile ridefinire le unità fondamentali prendendo in considerazione la costante di Planck ( 6,626070040×10-34 joule per secondo). Una delle scoperte scientifiche davvero rivoluzionarie nel campo della fisica. Quando 60 anni fa naque il Sistema Internazionale (SI), grazie alla quale si utilizzò la massa del cilindro di platino-iridio per definire la massa. Nonostante questo cilindro sia conservato con estrema cura, può subire delle microvariazioni: polvere, freddo o caldo possono modificare le caratteristiche del cilindro. Tra i cambiamenti anche il metro, secondo, ampere, kelvin, mole, candela, tutte quelle del SI. Il calcolo è stato ridefinito grazie ad una bilancia apposita chiamata bilancia di Kibble.

3 L’asteroide che uccise i dinosauri

Questo 2019 è stato ricco di rivelazioni scientifiche: il team di geologi dell’Università del Texas è riuscito a descrivere l’asteroide che causò la fine dei dinosauri, il primo giorno del Cenozoico. Circa 66 milioni di anni fa, in quello che oggi è il Golfo del Messico, vicino al cratere Chicxlub, un enorme asteroide si schiantò sulla Terra, provocando l’estizione di circa 75% viventi, tra cui i dinosauri.

Proprio in quel luogo, vicino alla penisola dello Yucatan, è stato possibile prelevare in profondità i campioni, gli unici testimoni dell’impatto. Non si tratta di un unico evento: dopo che l’asteroide si schiantò, si verificarono una serie di eventi tra cui incendi, uno tsunami che raggiunse addirittura l’Illinois e un rilascio di zolfo tale da modificare completamente il clima terrestre. Si pensi all’eruzione del vulcano Krakatoa del 1883: provocò un raffreddamento del clima per circa 5 anni. Per fare un paragone, l’asteroide fu circa quattro ordini di grandezza maggiori.

4 Scoperte nuove specie animali che abitano gli abissi

Per gli appassionati del mare, arrivano le scoperte scientifiche dalle profondità: l’università del Newcastle ha scoperto quattro nuove specie nella fossa di Giava (circa 7290m). In particolare, si tratta inoltre della prima volta che si esplora le profondità dell’Oceano Indiano. Otto lunghe ore all’interno di un sommergibile, guidato da Alan Jamieson e oltre due ore per l’uscita in sicurezza, in cui è stato possibile specie abissali mai viste prima. Tra queste un tipo di “Stalked Sea Squirt” (ascidie) visibile nel video, e tre nuovi pesci lumaca (Snailfish) nella fossa di Atacama.

5 È stato decodificato il genoma dello squalo bianco

Un grandissimo team di ricerca è riuscito a decodificare il genoma dello squalo bianco, il predatore per antonomasia. Un animale molto longevo, che arriva fino a 6 metri di lunghezza e con un DNA lungo 1,5 volte più grande degli esseri umani. Perchè è una delle scoperte scientifiche più stravolgenti? Il genoma dello squalo bianco (Carcharodon carcharias) è prezioso in quanto è un animale apparso milioni di anni fa. La comunità scientifica è riuscita a trovare le prove di adattamento molecolare nei geni che hanno funzioni di difesa contro il danneggiamento del DNA. La ricerca di questo DNA potrebbe rivelare come il grande squalo bianco possa essere in grado di sopravvivere e restistere allo sviluppo di particolari malattie.

La ricerca è stata sviluppata da tantissimi ricercatori, tra cui quelli della Nova Southeastern University (NSRI) e del Guy Harvey Research Institute (GHRI), della Cornell University College of Veterinary Medicine e del Monterey Bay Aquarium.

6 Nato (e morto) il primo germoglio di cotone sulla Luna

È possibile coltivare sulla Luna? Se lo è chiesto l’agenzia spaziale cinese, che ha provato a piantare dei germogli nella serra del lander Chang’e 4. Un test superato parzialmente: le colture importante sul suolo lunare sono state diverse, tra cui germogli di cotone, anche semi di Arabidopsis, colza, patata, lieviti e uova di moscerino della frutta. Ma solo il cotone ha dato segni di vita soprattutto a causa della temperatura. I germogli sono durati pochi giorni per via dei -52 °C.

cotone sulla Luna
Germogli di cotone. / Agenzia spaziale cinese

7 Contro il virus dell’ebola

Tra le scoperte scientifiche in campo medico, c’è quella contro il virus dell’ebola. Oltre al vaccino preventivo, si sta sperimentando una serie di trattamenti dopo che il contagio è avvenuto. Grazie ai test dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e del Niaid (Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive). Due anticorpi monoclonali, insieme di anticorpi che si legano in modo specifico all’antigene, il REGN-EB3 e il mAb-114, sono stati iniettati nel sangue dei pazienti con il risutato di aver curato l’ebola. Grazie al primo anticorpo, la mortalità dei pazienti trattati è stata del 6%, nel secondo invce del 11%. La comunità dell’OMS ha dichiarato che siamo ancora in fase sperimentazione clinica, ma questo lascierebbe ben sperare.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.